lunedì 29 settembre 2008
lunedì 22 settembre 2008
giovedì 18 settembre 2008
La Fabbrica del Consenso
Il consenso di Silvio Berlusconi continua a salire. Dopo aver perso 12 punti in dieci giorni a luglio, in occasione dell'approvazione del Lodo Alfano e le polemiche intorno alle norme blocca-processi, i sondaggi segnalano che l'operato del premier viene oggi apprezzato dal 60 per cento degli italiani. Il Cavaliere insomma ha recuperato il terreno perduto e ne ha conquistato di nuovo.
È difficile dare torto agli elettori. Le opinioni si formano sulla base di quello che le persone sanno. E ciò che comunemente si conosce dell'azione di governo basta e avanza per promuoverla: i rifiuti di Napoli sono spariti, la cordata italiana per Alitalia c'è e non ha ancora spiccato il volo solo perché quei "cattivoni" dei sindacati si sono messi di traverso, sulla sicurezza si è intervenuti annunciando che l'immigrazione clandestina diverrà reato così come la prostituzione in strada.
Gli italiani sono insomma stati raggiunti da messaggi semplici, immediatamente comprensibili, che apparentemente testimoniano un'inversione di tendenza rispetto al passato quando ogni governo era squassato da lotte intestine e sconcertanti prese di posizione di ogni partito facente parte delle varie coalizioni. Il fatto poi che l'opposizione (il Pd) continui a ripetere che è disposto al dialogo su tutto, sempre che le proposte del governo siano sensate, finisce per ammantare l'esecutivo di un'ulteriore aura di serietà.
In realtà di serio in questo governo ha ben poco. Anche a volerlo guardare con gli occhi di un elettore del centro-destra, finora agli annunci non sono seguiti provvedimenti concreti. Il reato di immigrazione clandestina, come è noto ai frequentatori di questo blog, non esiste: è stato semplicemente introdotto il reato d'ingresso illegale nel nostro paese che permetterà di mandare nelle già sovraffollate galere poche decine d'immigrati sorpresi in flagranza mentre stanno entrando in Italia. Idem per la prostituzione in strada. Chi è davvero convinto che le peripatetiche e i loro clienti vadano puniti con il carcere può solo restare deluso dallo scoprire come per loro sia previsto l'arresto per 15 giorni. Chi, non senza ragione, sottolinea il disastroso ruolo svolto dai sindacati (assieme ai partiti) nella malagestio di Alitalia, resterebbe a bocca aperta se sapesse che, sfumata l'opportunità di Air France, il salvataggio della compagnia di bandiera costerà un miliardo di euro alla collettività (cioè in tasse, o in tagli in altri settori, a partire dalla scuola pubblica) e biglietti aerei molto più cari di oggi (fino al 40 per cento).
Per quanto riguarda i rifiuti, infine, c'è da chiedersi che cosa accadrebbe se i tg riprendessero le notizie di "Libero" (non de "Il Manifesto") secondo le quali buona parte della monnezza napoletana finisce adesso nelle discariche lombarde. O se qualcuno si degnasse di ricordare che il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, coordinatore regionale di Forza Italia, vanta una parentela acquisita con il boss del clan dei casalesi Giuseppe Russo, detto Peppe O' Padrino. E che quindi la passeggiata di Berlusconi sottobraccio a Cosentino per le strade di Napoli, fatta in occasione dell'ultima visita del premier nel capoluogo parteneopeo, ha rischiato di essere quantomeno equivocata dalla camorra.
Visto l'attuale panorama dei media è velleitario pensare che tv e giornali queste cose le dicano spontaneamente. È l'opposizione invece che dovrebbe ricordarle. E dovrebbe farlo ogni giorno, con costanza, utilizzando sempre le stesse parole. I concetti, anzi le informazioni, dovrebbero essere ripetuti mille volte, in ogni occasione possibile. Dovrebbero diventare una sorta di tormentone mediatico in grado di suscitare polemiche e dure prese di posizione. Perché nello scontro Berlusconi perde (vedi i sondaggi di luglio), col dialogo vince. Sempre.
di Peter Gomez
martedì 16 settembre 2008
Vecchie battaglie
Ieri sera ero a casa da solo. Capita spesso, visto che non convivo con nessuno che non sia il mio alter-ego che fischietta o canta a squarciagola.
Domani ho un esame. Ripasso ancora o le duemilacinquecento ore complessive di letturalibrostesuraschemiletturaschemistudio sono bastate? - mi sono domandato. La risposta è stata più che ovvia. Televisione? Non se ne parla. Il libro che mi aspetta sul comodino? A più tardi.
E' ora di un buon film. Do uno sguardo nella cartella "Non Visti". Impegnamoci un po': Il Falsario - Operazione Bernhard, vincitore del Premio Oscar 2008 come Miglior Film Straniero.
Guardo il film. Bello. Storia rigorosamente vera. Consiglio di darci un'occhiata.
E lo consiglio a chi, ancora oggi, cerca di difendere il fascismo a tutti i costi. Nazismo e fascismo, no, non sono la stessa cosa, ma quasi. Due facce della stessa medaglia. Con una differenza: nei governi tedeschi degli ultimi 60 anni non si è mai visto un nazista. Ma in Italia dobbiamo distinguerci. E allora diamoci dentro. Alemanno, La Russa e via dicendo.
Aggiungiamoci oggi la lettera di un rilevante esponente di Azione Giovani, branco di decerebrati missini. Non trovo un motivo valido per essere antifascista - dice lui. Gliene bastano 7000? No, perchè, in caso non lo sappia, è il numero di ebrei deportati in Germania grazie al regime fascista italiano. Non gli basta? Bene, gliene aggiungo altri 500 circa fra morti e invalidi gravi a causa delle stragi del terrorismo nero dal 1947 ad oggi. Ne vuole ancora?
L'ideologia, qualsiasi ideologia da quella comunista a quella capitalistica, non deve più esistere. Ha rovinato il mondo. E lo ridurrà rapidamente alla distruzione, in un futuro sempre più prossimo.
Spiace.
lunedì 15 settembre 2008
domenica 14 settembre 2008
Libertà negata
Che bello starsene a casa in città in un qualsiasi giorno d'estate.
Lo studio, anche se dovresti essere in vacanza, ti attanaglia, ma riesci a prenderti qualche minuto di pausa qui e là.
Finestre spalancate, buona musica, un libro in mano e i piedi sul tavolo: fantastico.
No. Eccolo che arriva. Inizi a chiederti se sia un trattore che abbia sbagliato strada o una mietitrebbiatrice che abbia confuso il parco comunale con un campo di grano da raccogliere. No, è proprio lui: lo scooter del tamarro di turno che ti sta per passare sotto casa. Sopporti. Passa. Sospiri e riprendi a leggere e ad ascoltare il brano malamente interrotto dal maledetto rumore della marmitta del ciclomotore.
Fai appena in tempo a rientrare nell'atmosfera pacifica che ti eri creato poco prima ed eccolo. Ancora lui. E ancora, ancora, ancora. Stacchi la musica, ormai inutile. Posi il libro e ti affacci con aria furente ed un colore del volto simile a quello di Hulk. Dalla bocca, se il senno non ti frenasse, ti uscirebbero parole alla Mosconi. Guardi con odio il guidatore dello scooter: un ragazzino con maglietta aderente, un casco a scodella rigorosamente slacciato, delle scarpe improponibili dorate e una faccia pigra che prenderesti volentieri a calci. E tiene il manubrio con una mano sola.
Sogni.
Un tir all'improvviso gli arriva da dietro e lo asfalta.
Un aereo militare, per sbaglio, sgancia una bomba che gli cade in testa.
Un terremoto fa aprire una voragine che lo inghiotte.
Una donna tradita lancia un pesante vaso contenente un cactus al fedifrago, mancandolo. La finestra è aperta e dà sulla strada. Il vaso lo prende in pieno.
Ritorni alla realtà. Digrigni i denti e chiudi la finestra.
Che bello, quando, anche nelle piccole e rimanenti cose piacevoli, la tua libertà è limitata da stronzate altrui.
sabato 13 settembre 2008
Un nuovo inizio
E' da quasi cinque mesi che questo blog non viene utilizzato. Me ne vergogno un po', ma riesco a trovare giustificazione nei miei tanti impegni e, probabilmente, nel fatto che, più che un mio spazio, un mio svago, scrivere qui era diventato un dovere, per quanto piacevole.
Un nuovo inizio, così ho intitolato questo post. Ho in mente un blog che racconti, non che divulghi. Ho in mente un blog che diverta, non che annoi. Ho in mente un blog che faccia riflettere, non che imponga punti di vista. Una novità anche per me, oltre che per voi, miei sparuti lettori.
Non scriverò altro, ora: lascerò che le voglie, le ispirazioni e i pensieri del momento guidino i miei post futuri.
Vedremo se riuscirò nell'intento.

















