Passaparola

martedì 25 marzo 2008

Pagare per rovinarsi: bella stronzata.


Dopo la morte dell'ennesimo ragazzo ad un rave party per abuso di droga e la lettura di questo, ho deciso di scrivere ciò che penso sul mio spazio libero di espressione. Solo una precisazione per i miei lettori: tutto ciò non ha nessuna accezione politica nè vuole averla. La lotta alla droga non è nè di destra nè di sinistra, le soluzioni lo sono.

La droga, dalla marjuana all'eroina, fa male, e non poco, a breve e a lungo termine. E' un dato di fatto. Appurato questo fatto, mi chiedo: perchè diamine la gente la prende come fosse acqua? Che gusto c'è a sniffare per poi trovarsi paranoico per tutta la vita, alla meglio? Che gusto c'è a "calarsi una pasta" rischiando (ne basta una, la prima) di andare in coma e crepare dopo qualche ora, se non all'istante? Che gusto c'è a pagare per rovinarsi?

I giovani parlano di sballo: "abbiamo bisogno di sballarci". Bene. Lo sballo per me è fare sesso, è ascoltare bella musica, è andare a correre fino a non farcela più, è ridere a crepapelle con gli amici, non è rovinarsi fisico e cervello credendo che ciò porti ad un benessere più o meno temporaneo. Fra le droghe, includo tabacco e alcool, anche se su piani diversi, per quel che penso. Una sigaretta e un bicchiere di vino, di certo, non provocano al fisico e alla mente quel che provoca anche solo una "tromba" ben carica, non parliamo poi di tutto il resto.

Non voglio ipotizzare soluzioni, denunciare genitori e società, o almeno non ora. Quel che mi premeva, oggi, era di sottolineare la mia idea a riguardo: odio la droga, odio l'eroinomane che minaccia l'autista dell'autobus con la siringa, odio l'ubriaco senza patente che ammazza una signora che torna a casa dopo una giornata di festa, odio il cocainomane che è tanto sballato da vedersi spuntare un albero inesistente in mezzo alla strada e da deviare l'auto contro il guardrail troncando altre giovani vite, odio gli impasticcati che ti piantano un coltello in pancia, solo perchè li hai guardati distrattamente per un secondo. Tutto questo, lo ODIO.


[ N.B. tutti gli episodi citati non sono generalizzazioni, ma fatti di cronaca realmente avvenuti. ]

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