Si è conclusa ieri sera la prima serie di Heroes (Heroes: Genesi), serie NBC mandata in tv in Italia dal canale Mediaset di Italia Uno.Pur amando sempre meno la televisione, in particolare quella italiana e ancora più in particolare quella del tappo, devo ammettere che questo telefilm ha attirato la mia attenzione. Ho iniziato a guardarlo così per curiosità e poi la trama mi ha preso così come la buona fattura produttiva.
Gli eroi, fin dall'antichità, hanno sempre destato l'interesse degli scrittori e dei narratori e di conseguenza dei lettori. Da bravi esperti, gli sceneggiatori americani hanno imparato la lezione e hanno confezionato una serie per la TV con dei protagonisti che risultano eroi moderni, Heroes per l'appunto. Come in tutte le storie che si rispettano, ci sono buoni, i cattivi, i non allineati, i volta gabbana ecc. ecc. La storia è narrata per capitoli, che corrisponderebbero poi agli episodi, e risulta chiara e poco impegnativa da seguire. Le riprese e la qualità della pellicola sono di buon livello, mentre gli attori risultano tutti adeguati ai ruoli assegnati. Ho apprezzato in particolare modo l'utilizzo di attori giapponesi che parlano in lingua (sottotitolati ovviamente), cosa che parrebbe sottointesa ma che non lo è affatto, soprattutto confrontando questa serie con altre. La storia è ambientata fra Tokyo, New York, Texas, Las Vegas e tutti i luoghi sono ampiamente riconoscibili e ben descritti dalle immagini.
Le tante storie dei protagonisti (alcuni sono eroi con poteri straordinari, altri semplici persone), inizialmente separate, si intrecciano in maniera cervellotica fino a congiungersi definitivamente nell'ultima puntata. Proprio lo svolgersi intricato della trama, comunque chiaro dall'esterno, prende e interessa il telespettatore, come ha fatto con me. Negli USA, NBC sta trasmettendo la seconda serie (Heroes: Generazioni) che non è ancora stata acquistata da Mediaset; non è sicuro che lo faccia visti gli ascolti non proprio straordinari avuti: d'altronde non mi aspetto che gli Italiani apprezzino le poche cose buone che gli rimangono sotto agli occhi.
Nella giungla, o meglio, fogna, della TV, qualcosina di decente ancora c'è: basta impegnarsi a scovarlo fra un culo di una zotica e i corpi scheletrici di pezzenti affamati.














Nessun commento:
Posta un commento